Lavorare da casa sembra più comodo, ma il corpo si muove molto meno. E la differenza si sente nel tempo.
Sveglia, caffè, dieci passi e sei già alla scrivania. Niente traffico, niente scale dell’ufficio, niente tragitto a piedi. Lo smart working ha tolto stress e tempo perso, ma ha portato con sé qualcosa di meno evidente: una sedentarietà invisibile che spesso sottovalutiamo.
Molti pensano di muoversi poco sia in ufficio che a casa. In realtà, le differenze sono concrete. E si vedono nei numeri dei passi quotidiani, nel metabolismo, nella postura.
Quando lavori in presenza, anche senza accorgertene ti muovi: cammini fino alla fermata, sali le scale, vai alla macchinetta del caffè, attraversi corridoi per una riunione. Sono micro-spostamenti che sommati fanno centinaia, a volte migliaia di passi.
Con il lavoro da casa, molti di questi movimenti spariscono. Dalla camera alla scrivania sono pochi metri. Le riunioni sono su Zoom. I documenti non si stampano. Il pranzo è a tre passi. Risultato: meno movimento spontaneo durante la giornata.
Non esiste un numero identico per tutti, ma diversi monitoraggi con smartwatch e contapassi mostrano una riduzione significativa dei passi giornalieri nei periodi di smart working. Per alcune persone si parla di migliaia di passi in meno rispetto ai giorni in ufficio.
Non è solo una questione di sport. È il cosiddetto NEAT, cioè l’energia che consumiamo con i movimenti quotidiani non legati all’allenamento. Camminare, alzarsi, spostarsi. Se il NEAT cala, il corpo brucia meno calorie e resta fermo più a lungo.
Restare seduti molte ore consecutive può avere effetti concreti: rigidità lombare, dolori cervicali, rallentamento metabolico, aumento di peso nel lungo periodo. Non succede in una settimana, ma nel tempo sì.
La sedentarietà prolungata è stata collegata a maggior rischio di problemi cardiovascolari e metabolici quando diventa una costante quotidiana. Non basta un’ora di palestra la sera per compensare otto ore senza quasi muoversi.
Come muoversi di più in smart working senza stravolgere la giornata? Non serve trasformare la casa in una palestra. Bastano accorgimenti semplici:
Anche 5 minuti di movimento ogni ora possono cambiare il carico sulla schiena e sulla circolazione.
Lavorare meglio significa anche muoversi meglio. Lo smart working resta una conquista importante in termini di flessibilità e qualità della vita. Ma ignorare la riduzione del movimento quotidiano sarebbe un errore.
Non è una questione estetica. È una questione di equilibrio fisico. Il corpo non distingue tra lavoro digitale e lavoro fisico: se resta fermo troppo a lungo, ne paga il conto.
La prossima volta che chiudi una call, invece di passare subito alla successiva, forse vale la pena fare un giro per casa o scendere un attimo in strada. Non cambia la produttività. Ma cambia come ti senti a fine giornata.