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La Cina vive nel 3026: farà combattere i robot umanoidi in una Lega in stile Wrestling

Un’arena illuminata, una cintura dorata e in mezzo non campioni in carne e ossa, ma macchine che imparano a cadere e rialzarsi. La Cina prepara una lega in stile wrestling con robot umanoidi: show davanti, ricerca dietro le quinte 

Immaginate il wrestling ma combattuto da robot umanoidi, da macchine che cadono e imparano dai propri errori per non commetterli più. Sembra un film di fantascienza ma sta per diventare realtà. E lo farà molto presto, in questo 2026 che si preannuncia scoppiettante.

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Lo chiamano UKRL, Ultimate Robot Knockout Legend. Gli organizzatori hanno annunciato la prima lega di combattimento dedicata ai robot umanoidi. E non poteva che accadere in Cina, là dove l’industria sta spingendo sempre più forte sull’intelligenza artificiale. In questo show lo spettacolo non è la destinazione. È il mezzo.

Intrattenimento e ricerca cammineranno a braccetto in questa nuova disciplina che promette già di far discutere parecchio. Gli incontri saranno molto scenografici: linguaggio familiare, entrate in scena spettacolari, colpi “telegrafati”. Dietro tutta una serie di algoritmi e di test di equilibrio dinamico e controllo motorio da far impressione.

I protagonisti di questo show saranno ovviamente i robot umanoidi, costruiti da EngineAI, e si chiamano T800. Telaio in alluminio aeronautico. Attuatori ad alta coppia: calci rotanti, salti, cambi di direzione. Un set di sensori lidar a 360 gradi e visione stereoscopica che aiuta l’orientamento.

Il centro della scena non è del robot ma del software

Ecco in cosa il progetto UKRL è davvero rivoluzionario. I T800 saranno forniti gratuitamente ai team, senza nessun muro d’ingresso. Poi chi ne prenderà la gestione, università, centri di ricerca o piccole aziende, dovranno occuparsi di programmarlo.

Il centro della scena non è del robot ma del software – winadmin.it

Alla fine quindi non vince la macchina ma vince comunque l’uomo e il software che vi ha installato su: percezione, controllo, strategie. In buona sostanza si parte da una base comune ma si vince a colpi di codice.

Il campionato UKRL coprirà tutto il 2026, con una struttura a livelli e un premio finale di circa 1,3 milioni di euro, incarnato in una cintura dorata. Un montepremi del genere è raro nel mondo della robotica applicata all’intrattenimento. È un invito chiaro: portate idee, testatele sotto pressione, imparate in fretta.

Un dettaglio gira online: il famoso video in cui un T800 “prende a calci” il CEO. Questi sistemi sono progettati per movimenti rapidi e impattanti. E su un ring conta la prevedibilità, oltre alla forza.

Il teatro di questo “sport” sarà ovviamente la Cina, il Paese che più di tutti sta spingendo sui robot umanoidi. E c’è già un precedente: chi conosce BattleBots sa che le arene funzionano, ma finora niente “duelli” tra macchine bipedi. Qui c’è un salto in avanti: robot che camminano, valutati non solo per i colpi, ma per stabilità e recupero.

Ad oggi mancano un regolamento pubblico e dettagli su pesi, zone sicure, livelli di autonomia rispetto al telecontrollo. Gli organizzatori dicono che la lega sarà riconosciuta e regolamentata: è il pezzo che tutti aspettano di leggere nero su bianco.

L’idea comunque è potente: trasformare il ring in un laboratorio ad alta velocità. Ogni incontro diventa un esperimento ripetibile. Forse stavolta la fantascienza non è lontana. Ma noi, sugli spalti o sul divano, siamo pronti a fare il tifo per un algoritmo?