Il weekend è vicino, ma la testa resta incastrata tra mail e urgenze. Il venerdì non è più leggero: è solo più difficile da tenere in mano.
Non è la prima volta che mi capita. Incontro un amico in pausa pranzo bello rilassato che mi fa un sorriso e mi dice: “dai che domani inizia il weekend e che oggi si lavora di meno!”. E io, che ho la testa che mi fuma e mille cose ancora da fare, penso sempre “ma che mestiere fa questo qui?”.

Già, perché il venerdì è “mezza giornata” solo se sei un impiegato che timbra il cartellino e sta lì a scaldare la sedia. Altrimenti in certe settimane può essere un vero incubo. Una somma di problemi, di mail, di call e di “urgenze” che – guarda caso! – il capo si fa uscire proprio negli ultimi giorni della settimana. E così, quello che dovrebbe essere un pre-festivo molto spesso è peggio del tanto vituperato lunedì.
E non è soltanto una questione di impegni e incombenze. La mente arriva più affaticata e fa più fatica a restare “dentro” le cose. Il risultato è una produttività strana: si spunta tanto, ma si conclude poco. Si fa movimento, ma non si avanza.
A questo si aggiunge anche lo stress, perché quella sensazione di non riuscire a chiudere e che probabilmente ti toccherà sconfinare per non restare indietro aggiunge pensieri a pensieri. E in più, il fine settimana ti defocalizza e ti fa perdere tempo: è come correre con una calamita dietro: ti tira fuori dal focus.
Il venerdì è il giorno delle code: un imbuto di cose da fare
C’è poi un altro aspetto del venerdì: è il giorno delle “code”. Tutto ciò che “non era urgente” si accumula l’ultimo giorno e quindi diventa automaticamente impellente. Si incastra tutto e si lavora male non per pigrizia, ma per affollamento. Troppa roba in poche ore.
E se l’ufficio vive di scadenze, il venerdì è anche il giorno in cui spuntano le richieste last minute: “mi servirebbe entro oggi”. Ecco il vero motivo per cui si lavora peggio: la giornata diventa un imbuto.

Ecco perché il venerdì è il giorno più “pericoloso” della settimana, per chi lavora in ufficio. Scorciatoie per fare prima, risposte veloci, tante cose lasciate “in bozza”. Un file inviato sbagliato, una mail troppo secca, un dettaglio dimenticato in una consegna. E poi il lunedì arriva il conto. Per questo motivo bisogna fare attenzione a come si gestisce il venerdì, seguendo qualche semplice trucchetto.
Tre mosse per non arrivare a pezzi il venerdì
- Prima mossa: scegliere al mattino una cosa sola che deve uscire bene. Una. Non dieci.
- Seconda: chiudere le attività in blocchi, senza saltare di continuo.
- Terza: lasciare un margine di tempo per l’imprevisto, perché il venerdì l’imprevisto è quasi certo. Queste tre cose non fanno miracoli, ma cambiano la sensazione di fine giornata.
In questo modo il venerdì non diventa leggero, ma diventa governabile. E a quel punto anche il weekend parte meglio, con meno strascichi mentali.




