Hai perso delle foto sullo smartphone? Una guida per provare a recuperarle

Hai cancellato per sbaglio una foto importante? Respira. In questa guida ti accompagno passo passo tra cestini nascosti, copie in cloud e strumenti seri di recupero, con esempi concreti e consigli pratici

Capita a tutti. Un tocco in più, una pulizia frettolosa, e sparisce proprio quella foto. Vedo spesso due reazioni opposte: c’è chi scarica dieci app a caso, e chi rinuncia subito. Nessuna delle due aiuta.

Recuperare le foto perse sullo smartphone: la guida definitiva
Recuperare le foto perse sullo smartphone: la guida definitiva

Qui puntiamo a una via di mezzo: mente lucida, mosse semplici, zero magia. E sì, il colpo di scena arriva a metà: c’è una regola d’oro che conta più di tutto il resto.

Prima di tutto, controlla i “paracadute” già presenti sul telefono. Su Android, l’app Google Foto conserva gli elementi nel cestino fino a 60 giorni se il backup era attivo. Apri Raccolta > Cestino e prova il ripristino. Molti marchi (Samsung, Xiaomi, Honor) hanno anche una cartella locale tipo Eliminati di recente nella galleria proprietaria: è separata da Google Foto, va aperta a parte.

Su iPhone e iPad, vai in Foto > Altro > Eliminati di recente. Serve Face ID o Touch ID. Le immagini restano lì per 30 giorni, con il conto alla rovescia su ogni miniatura. Se usi iCloud, controlla anche da computer: a volte la sincronizzazione salva la giornata.

WhatsApp fa storia a sé: su Android, molte volte le immagini sono ancora nella cartella Android > Media > com.whatsapp > WhatsApp > Media, anche dentro “Sent” (Inviati). Un semplice file manager può bastare.

Quando serve l’artiglieria: SD, backup, professionisti

Ecco la regola che vale oro: smetti subito di usare lo smartphone. Quando “cancelli”, il sistema marca lo spazio come libero ma i dati restano finché nuovi contenuti non li sovrascrivono. Anche una semplice navigazione può rovinare l’area dove stava la foto.

Persona allo smartphone
Quando serve l’artiglieria: SD, backup, professionisti – winadmin.it

Sui dispositivi moderni, il comando TRIM può accelerare la pulizia dei blocchi liberi. Dopo un ripristino di fabbrica recente, i dati diventano quasi sempre irrecuperabili.

Android, memoria interna, senza root: da Android 10 lo “Scoped Storage” blocca le app dal leggere tutta la memoria. Le soluzioni del Play Store non fanno miracoli. La più onesta è DiskDigger: scansiona la cache delle miniature. Recuperi spesso copie ridotte (magari 640×480 o 1080p compresso), ma salvi il contenuto. Dritta cruciale: esporta la foto su Drive o via email, non salvarla sulla stessa memoria.

Hai una MicroSD? È la strada migliore. Spegni il telefono, estrai la scheda, usa il PC. Con PhotoRec (Windows, macOS, Linux) analizzi i “magic numbers” dei file e ripeschi ciò che è ancora leggibile. I nomi originali si perdono (troverai f001.jpg, f002.jpg), ma le immagini di solito tornano integre.

iPhone è un altro pianeta: la crittografia hardware impedisce scansioni profonde della memoria. I software “miracolosi” mostrano anteprime gratis e chiedono poi il pagamento: di fatto leggono i “recenti eliminati” o i backup di iTunes/Finder.

La vera carta gratuita è un vecchio backup locale: se lo ripristini, le foto tornano (ma perdi i dati successivi). Strumenti a pagamento affidabili? Disk Drill è tra i pochi che offrono anteprima reale dei file recuperabili e ottimi risultati su schede SD e backup iOS cifrati. Ma se i blocchi sono stati sovrascritti, nessuno fa magie.

Chiudo con una prevenzione semplice: attiva il backup in cloud (Google Foto o alternative affidabili come Ente Photos). Pensa a quella scatto che non vuoi perdere più: il primo salvataggio automatico che si accende oggi vale più di mille “come recuperare” domani. Qual è la foto che merita davvero una copia in più?

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