Ti guardi il polso, vedi un numero e tiri un sospiro di sollievo. Sembra tutto sotto controllo. Ma se convivi con il diabete, quella cifra luminosa può essere un’illusione pericolosa.
A volte l’abitudine vince: prendi lo smartwatch, scorri le schermate, segui i grafici. È comodo. È veloce. È rassicurante. Poi, un dubbio. Quel dato sulla glicemia è davvero affidabile? Una lettrice mi ha scritto che, dopo una settimana di “valori perfetti” al polso, il suo glucometro tradizionale ha mostrato un picco fuori scala. La paura è arrivata prima della rabbia.
La tentazione di semplificare la gestione del glucosio è forte. Siamo tutti alla ricerca di strumenti che riducano punture, errori, stress. Ma serve una domanda franca: cosa misura davvero quell’orologio? E con quale tecnologia?
Un’indagine recente dell’Autorità federale delle reti in Germania ha acceso i fari. I tecnici hanno esaminato circa 7,7 milioni di prodotti elettronici. Lì dentro c’erano di tutto: documenti mancanti, marchio CE assente, istruzioni incomplete. Ma il nodo più serio è altrove.
Sono emersi smartwatch che mostrano valori glicemici creati con sensori non correlati o con semplici stime interne, presentati come misurazioni autentiche. La comunità clinica lo ripete da anni: la misurazione del glucosio richiede metodi invasivi o un sensore CGM esterno, certificato, applicato alla pelle. Oggi non esiste un orologio da polso consumer che, da solo, misuri la glicemia in modo affidabile e validato per decisioni terapeutiche.
Il caso del Kospet iHeal 6 è esemplare: analisi indipendenti hanno mostrato scarti ampi rispetto ai valori reali, con differenze capaci di influenzare una dose di insulina. Non è un incidente isolato. Le autorità hanno segnalato 1.266 inserzioni online potenzialmente non conformi, per circa cinque milioni di unità. C’è un calo rispetto all’anno precedente (-11,2%), ma l’impatto resta alto.
Anche nei negozi fisici la musica non cambia: su 2.400 modelli controllati, il 58% non rispetta i requisiti, pari a 1,9 milioni di prodotti. In alcuni casi si sono rilevate interferenze elettromagnetiche oltre i limiti. Alle dogane, 359.000 dispositivi sono stati bloccati dopo più di 8.200 ispezioni. Non è folklore. È sistema.
Oggi non ci sono prove affidabili che un sensore ottico al polso misuri il glucosio nel sangue in modo clinicamente robusto. Se domani arriverà, lo sapremo da studi, non dagli slogan. Fino ad allora, il numero giusto non è quello più comodo, è quello più vero. E tu, davanti a un display perfetto, preferisci un’illusione gentile o una certezza un po’ più scomoda?