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Lifestyle

Chiamate Spam? No, grazie! I trucchi operatore per operatore per evitare telefonate indesiderate

La scena è ormai familiare: squilla un numero sconosciuto, scorri lo schermo con un sospiro e ti chiedi se dietro c’è una truffa o solo l’ennesima offerta non richiesta.

Le telefonate indesiderate si infilano tra lavoro, famiglia e tempo libero. Ma qualcosa si muove: gli operatori italiani stanno testando strumenti nuovi. Non sono perfetti, però aprono uno spiraglio concreto di controllo.

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TIM ha lanciato di recente Stop Spam dentro l’app MyTIM. L’idea è pratica: filtri le chiamate internazionali in modo selettivo. Scegli i Paesi da cui vuoi continuare a ricevere e lasci fuori il resto. L’app chiede l’accesso alla rubrica per non bloccare i contatti salvati. C’è un vincolo tecnico: al momento funziona su Android compatibili e richiede l’app impostata come identificatore predefinito. È una mossa concreta perché sposta il controllo a monte, dove nascono molte chiamate spam.

Con WINDTRE, il servizio si chiama “Please don’t call”. È un filtro che segnala in tempo reale le possibili chiamate truffa o promozionali. Tu decidi se rispondere, rifiutare, o bloccare. Il database si arricchisce con le segnalazioni degli utenti, così l’identificazione dei numeri sospetti migliora nel tempo. Funziona su Android e iOS, a patto di impostare l’app come identificatore.

Iliad gioca su un terreno diverso: i consensi. Puoi revocare l’uso dei dati per fini commerciali, riduci il flusso di proposte, blocchi i numeri nascosti dall’area personale o dall’app (anche con deviazione in segreteria) e disattivi i servizi a sovrapprezzo. Utile e pulito, ma oggi il nodo più fastidioso arriva dall’estero: qui manca ancora un filtro mirato ai numeri internazionali.

Sul fronte Vodafone, il focus è sugli SMS sospetti. Puoi inoltrarli a un numero dedicato per i controlli interni: se l’allarme è fondato, la numerazione viene bloccata in rete (se possibile) o segnalata all’operatore di origine. È una buona pratica contro lo “smishing”, ma resta periferica rispetto al problema delle chiamate. Per Fastweb, non ho dati certi su un filtro proprietario per le chiamate in ingresso dall’estero: se presente, non è descritto in documentazione facilmente accessibile.

A metà del percorso, il quadro è chiaro: oggi gli strumenti più efficaci contro le chiamate sono quelli di TIM e WINDTRE. Non blindano tutto, ma spostano l’ago del controllo dove serve.

Mosse rapide che fanno la differenza

La verità, oggi, è che nessuna rete ti protegge al 100%. Però le scelte sommate fanno argine. La domanda è: quanto vale, per te, un pomeriggio senza squilli inutili?

Mosse rapide che fanno la differenza – winadmin.it
  • Attiva il Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO), ora esteso anche ai cellulari. Riduce il marketing legittimo, che spesso si confonde con lo spam.
  • Su Android usa l’app Telefono di Google con “ID chiamante e spam”. Su iPhone prova “Silenzia chiamate sconosciute”. Meno squilli, più serenità.
  • Non richiamare mai un “uno squillo e via” da prefissi esteri che non riconosci. È il classico tranello.
  • Blocca in rubrica chi insiste. Le blacklist personali sono ancora il filtro più veloce.
  • Segnala: nelle app degli operatori, nelle impostazioni del telefono, o tramite i canali ufficiali quando disponibili. Ogni segnalazione aiuta il filtro collettivo.

Un aneddoto? La scorsa settimana, tre squilli ravvicinati con prefissi diversi fuori orario. Ho lasciato correre. Il giorno dopo, Stop Spam ha marcato due di quei Paesi come “non ammessi”. Niente rumore da allora. È una piccola vittoria, certo. Ma è così che si riconquista spazio: un’impostazione alla volta, un consenso revocato, una segnalazione ben piazzata.