Attacco hacker all’Italia: la rivelazione del Ministro in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina

Un sito bloccato, un attacco fermato in tempo e un evento globale nel mirino. La sicurezza digitale diventa il nuovo fronte invisibile.

Non è stata una scaramuccia digitale qualunque, né un episodio isolato. Nelle ultime ore un cyberattacco coordinato ha preso di mira sedi della Farnesina negli Stati Uniti e una serie di siti legati alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, compresi portali di strutture alberghiere dell’area ampezzana.

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Attacco hacker all’Italia: la rivelazione di Tajani in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina

L’azione è stata intercettata e bloccata prima che producesse conseguenze più gravi, ma il segnale resta chiaro: l’attenzione sul fronte della sicurezza informatica è altissima.

A confermare quanto accaduto è stato direttamente il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto al suo arrivo a Washington, dove partecipa alla prima riunione ministeriale dedicata ai minerali critici. “Abbiamo sventato un attacco hacker contro diverse sedi del Ministero degli Esteri, a partire da quella di Washington, e contro alcuni siti legati alle Olimpiadi Milano-Cortina, inclusi alberghi dell’area ampezzana”, ha spiegato il ministro, sottolineando come la matrice dell’attacco sia russa.

Tajani ha rivendicato il lavoro di prevenzione svolto negli ultimi mesi, collegandolo anche alla riforma interna del ministero. “La sicurezza cibernetica diventa fondamentale”, ha aggiunto, evidenziando come l’intervento tempestivo della direzione generale abbia permesso di neutralizzare le minacce e di avvisare immediatamente tutte le autorità competenti. Un passaggio non secondario, perché mostra come la risposta non sia stata improvvisata, ma frutto di una struttura già attiva.

L’attacco DDoS e la firma del gruppo NoName

Secondo le prime informazioni tecniche, uno degli episodi più concreti ha riguardato il sito di un hotel a quattro stelle di Cortina d’Ampezzo. Il portale è stato reso temporaneamente inaccessibile a causa di un attacco DDoS, una tecnica che consiste nel saturare un sito con un numero enorme di richieste fino a bloccarne il funzionamento. Nessuna violazione di dati, nessuna intrusione nei sistemi interni, ma un disservizio mirato e rumoroso.

L’azione è stata rivendicata dal gruppo filorusso NoName057(16), attivo dal 2022 e noto per operazioni di tipo hacktivist, cioè attacchi con una forte connotazione politica. Negli ultimi anni questo collettivo ha colpito più volte istituzioni e infrastrutture digitali in Europa e negli Stati Uniti, scegliendo bersagli simbolici che, nella loro narrativa, rappresentano posizioni ostili a Mosca. Anche in questo caso, il messaggio sembra contare quanto l’effetto pratico.

I tecnici sono riusciti a intervenire rapidamente, ripristinando il funzionamento del sito dell’hotel nel giro di poche ore. Un episodio circoscritto, ma utile a capire la natura dell’offensiva: creare disturbo, attirare attenzione, testare le difese. È una strategia che non punta al furto di informazioni, ma alla visibilità e alla pressione mediatica.

Milano-Cortina 2026, un obiettivo sensibile

Il tentativo di attacco si inserisce in un contesto più ampio di allerta cibernetica che accompagna i grandi eventi internazionali. Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 rappresentano un obiettivo sensibile, non solo per il valore sportivo, ma anche per ciò che simboleggiano in termini di infrastrutture, flussi turistici e visibilità globale. Trasporti, comunicazioni, ospitalità: tutto ciò che ruota intorno ai Giochi diventa potenzialmente appetibile.

Proprio per questo, le autorità italiane hanno già attivato piani specifici di protezione digitale, con centri di controllo operativi attivi ventiquattr’ore su ventiquattro e il coinvolgimento di competenze nazionali e internazionali. L’episodio delle ultime ore sembra confermare che la linea della prevenzione è quella giusta, ma anche che il livello di attenzione non può abbassarsi.

Il messaggio che arriva da Washington e da Cortina è lo stesso: la partita non si gioca solo sul campo o nei palazzi, ma anche nelle reti digitali. E lì, oggi più che mai, farsi trovare pronti fa la differenza.

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